martedì

"Cara Luna"


Abbiamo trascorso tante di quelle notti assieme,
sei entrata dentro di me rubandomi il cuore,
l’animo mio fu travolto da tale bellezza selvaggia,
dalla tua forza avvolte bruttale.
La tua luce arrivò ad illuminare il buio delle notti mie,
la mia solitudine è stata spazzata dalla tua forza,
le maree del cuor mio
presero le forme tue,
e le forme diventarono nostre unendosi in totale armonia,
un’armonia fantasiosa ma di bellezza insuperabile.
Le mie notti non saranno più le stesse cara Luna,
dal tuo abbandono soffrirò,
piango l’arrivo dell’alba aspettando
che un improbabile tramonto ti riporti da me.




venerdì

L'uomo S



Quegli anni passarono e l’uomo non se n’accorse che la sua pelle cambiava, diventava sempre più aspra e il cuor suo sempre più arido di sentimenti.
La continua ricerca di momenti, di nuove persone ed emozioni lo ossessionava a tal punto che i momenti non li riusciva a vivere.
La giovane età se n’andò veloce e impercettibile come i fiori di primavere i cui odori sfuggono in maniera repentina e malinconica.
Tutta quella speranza per il futuro “infinito” non esiste più per l’uomo, perché costui vede la fine dell’infinito nel cuor suo.
L’ossessione dell’amore immaturo, violento ma del tutto sagace è diventato inverno nella parte cerebrale dedicata ai sentimenti.
Voglia di riscatto, ribellione, rivoluzione, sono ormai parole inesistenti nel suo vocabolario, l’uomo è arrivato al punto di voler soltanto una “morte dignitosa”, come se questa esistesse.
Pace è diventata sinonimo d’utopia, argomento di cui trattare con i vecchi compagni di sbronza, che tristemente si riuniscono per ubriacarsi nei fossati di questa terra.
Non ha più forze per gridare alla libertà l’uomo sapiens omologato e risucchiato dal fottuto sistema della vita moderna.
Lodi all’uomo S e alla sua continua “evoluzione”.